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1904-1947

Attilio Ferraris IV, il primo capitano: dal Borgo a campione del mondo

Il primo capitano

Roma, 10 giugno 1934. Finale del mondiale, Italia contro Cecoslovacchia, 2-1 ai supplementari. In campo c'è un mediano nato nel Borgo, all'ombra di San Pietro. Si chiama Attilio Ferraris IV, ed è il primo capitano nella storia della Roma. Il ragazzo del Borgo è campione del mondo, e lo diventa a casa propria.

Per arrivare a quel giorno bisogna tornare all'inizio, a quando la fascia giallorossa non l'aveva ancora portata nessuno.

Il ragazzo del Borgo

Ferraris nacque a Roma il 26 marzo 1904. Veniva da una famiglia di calciatori, crebbe nella Fortitudo e con la Fortitudo arrivò in Nazionale: la prima maglia azzurra è del 9 maggio 1926, a Milano, contro la Svizzera. Quando nel 1927 tre società si fusero per fare la Roma, la fascia toccò a lui. Il 17 luglio di quell'anno, al Motovelodromo Appio, nella prima partita della storia giallorossa, il capitano era lui.

Fu il volto di Testaccio prima ancora che Testaccio esistesse. Quando il campo aprì, nel 1929, Ferraris ne divenne l'anima. La Roma lo ricorda come il simbolo del suo spirito battagliero di quegli anni, capitano prima da solo e poi insieme a Fulvio Bernardini. Giocò per la Roma 210 partite di campionato. Duecentodieci volte in campo con il giallo e il rosso addosso. Dall'Appio fino alle assi di Testaccio, la Roma dei primi anni ha avuto la sua faccia.

Era un uomo senza mezze misure. In mezzo al campo dava tutto, e Testaccio lo amava per questo: perché in quel mediano del Borgo la gente giallorossa vedeva sé stessa.

Pozzo e il mondiale di casa

Vittorio Pozzo, il commissario tecnico, andò a cercarlo a Roma e lo chiamò per il mondiale del 1934. Ferraris rispose nell'unico modo che gli apparteneva: sul campo. Giocò la ripetizione contro la Spagna, il 1° giugno a Firenze, e fu tra i migliori della squadra. Giocò la semifinale con l'Austria a Milano. Giocò il 10 giugno la finale con la Cecoslovacchia, nella sua città, vinta 2-1 ai supplementari.

Firenze, Milano, Roma. Tre partite, tre battaglie, e alla fine il titolo mondiale. Un romano del Borgo, il primo capitano della Roma, campione del mondo davanti alla sua città. Pochi, nella storia del calcio, hanno potuto vivere una cosa così.

Il ritorno a casa

Dopo alcune stagioni con altre maglie, nel 1938 la Roma lo riprese. Aveva superato i trentaquattro anni, e fu una stagione sola, con 12 presenze. Ma quel ritorno si può leggere come l'ultima pagina di un romanzo: il primo capitano che rientra dalla porta di casa e rimette il giallorosso addosso. Chiuse poi la carriera a Catania.

Il calcio non smise mai di appartenergli. Ferraris se ne andò l'8 maggio 1947 a Montecatini, a quarantatré anni, durante una partita tra vecchie glorie. Era su un campo, dove aveva passato la vita, in mezzo a gente del suo mestiere.

Di campioni la Roma ne ha avuti tanti. Nessuno può toglierle il fatto che il primo a portarne la fascia fu lui: un uomo del Borgo, senza mezze misure, capace di diventare campione del mondo nella sua città e di dare a tutti quelli venuti dopo la misura di che cosa significhi, a Roma, essere capitano. Ogni fascia giallorossa, da allora, comincia da lui.

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Fonti: AS Roma, Hall of Fame · AS Roma, giocatori tra Roma e Lazio · RSSSF, presenze in Nazionale · Wikipedia · Gli Eroi del Calcio, il ricordo · Gli Eroi del Calcio, il derby · AS Roma Ultras, Roma-Lazio 1934 · Lazio Stories · Avvenire