Fulvio Bernardini, il Dottore di Testaccio che dà il nome a Trigoria
Fuffo, 1928-1939
15 marzo 1931, Testaccio, il campo con le tribune di legno del quartiere. Di fronte c'è la Juventus. Finisce 5-0 per la Roma. Cinque a zero. Due di quei cinque gol portano la firma del capitano, Fulvio Bernardini. È una giornata così grande che l'anno dopo Mario Bonnard ne fa un film, Cinque a zero. Il calcio romano entra al cinema dalla porta principale, e ci entra con il Dottore in testa.
Ancora oggi la Roma si allena ogni giorno in un posto che porta il suo nome. Il centro sportivo di Trigoria è intitolato a Fulvio Bernardini dal 1984, l'anno in cui Dino Viola volle dedicarglielo. Molti di quelli che ci passano non lo hanno mai visto giocare. Vale la pena ricordare chi era.
Il capitano di Testaccio
Bernardini era nato a Roma il 28 dicembre 1905. Aveva cominciato da portiere, nella Lazio, poi lo spostarono in avanti, e da attaccante si fece notare abbastanza da arrivare in Nazionale: esordio il 22 marzo 1925, in un 7-0 alla Francia. Nel 1926 passò all'Inter, segnò molto, e fece anche un'altra cosa per cui il calcio italiano gli deve parecchio. Segnalò ai dirigenti un ragazzino delle giovanili. Si chiamava Giuseppe Meazza.
Nel 1928 la Roma aveva un anno di vita e cercava una faccia. La trovò in lui. Bernardini esordì in campionato il 30 settembre 1928, Roma-Legnano 4-1, e da lì restò undici stagioni, fino al 1939, da capitano. Alla fine le cifre dicono 303 partite e 47 gol: numeri pesanti per uno che con gli anni era arretrato a centromediano, il giocatore davanti alla difesa da cui passava ogni pallone. Il cervello della squadra, il punto da cui la Roma di Testaccio cominciava a pensare.
Era un calciatore che studiava. Si laureò in Scienze economiche, e il calcio gli cucì addosso un titolo per sempre: il Dottore. Per i romanisti era anche, più semplicemente, Fuffo. Con la Nazionale giocò 26 partite e vinse il bronzo alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928.
Il maestro in panchina
Lasciata la Roma nel 1939, chiuse da giocatore e allenatore alla MATER e cominciò una carriera in panchina piena di trionfi. Con la Fiorentina vinse nel 1956 il primo scudetto della storia viola. Con la Lazio la Coppa Italia del 1958. Con il Bologna lo scudetto del 1964, deciso il 7 giugno dall'unico spareggio della storia della Serie A: 2-0 all'Inter, all'Olimpico. Un romano che vince il campionato a Roma, nello stadio della sua città. Dal 1974 al 1977 guidò la Nazionale, dopo Ferruccio Valcareggi e prima di Enzo Bearzot.
Trigoria, casa del Dottore
Fulvio Bernardini è morto a Roma il 13 gennaio 1984. Quello stesso anno Viola gli diede Trigoria, e nel 2012 la Roma lo mise nel primo undici della sua Hall of Fame.
Gli omaggi solenni, però, dicono meno di una consuetudine. Da più di quarant'anni la Roma si allena ogni giorno in casa del Dottore. Il capitano che a Testaccio segnò due gol nel 5-0 alla Juventus è diventato il luogo in cui la Roma impara a giocare, ogni mattina, da generazioni. Il suo nome è all'ingresso, la sua lezione è sul campo.
Fonti: Wikipedia, Fulvio Bernardini · AS Roma, Hall of Fame · FIGC, Hall of Fame del calcio italiano · Gli Eroi del Calcio, Fuffo Bernardini · AS Roma Ultras, scheda Bernardini · TMW, Bernardini dalla Roma alla Fiorentina · AS Roma, il 5-0 alla Juventus del 1931 · Gli Eroi del Calcio, 15 marzo 1931 · AS Roma, l'esordio con il Legnano · TMW, lo spareggio del 7 giugno 1964
