Totti, Montella, Batistuta: il 17 giugno 2001 la Roma è campione d'Italia
17 e 24 giugno 2001
Totti al 19'. Montella al 39'. Batistuta al 78'. Tre attaccanti, tre gol, uno dopo l'altro come in uno spartito. Il 17 giugno 2001, all'Olimpico, la Roma batte il Parma 3-1 e torna campione d'Italia, diciotto anni dopo lo scudetto di Liedholm del 1983. Prima c'era stato soltanto il 1942: due titoli in tutta la storia, e una generazione intera cresciuta con il tricolore visto nelle fotografie. Da quel pomeriggio, quella generazione il tricolore lo ha visto con i propri occhi.
La squadra di Sensi
Franco Sensi decide che è il momento di provarci davvero. Arrivano Samuel, Zebina, Emerson, e arriva soprattutto Gabriel Batistuta, dopo nove anni a Firenze. In panchina c'è Fabio Capello. Davanti, con Batistuta, giocano Totti e Montella: a fine campionato saranno venti gol il primo, tredici a testa gli altri due. Un tridente da far tremare qualsiasi difesa, dentro il miglior attacco del campionato, 68 gol.
Da Torino al Parma
La stagione si capisce da un pomeriggio. Il 6 maggio, allo Stadio della Juventus, con sei punti di vantaggio da difendere, dopo sei minuti la Roma è sotto di due gol. Capello fa la mossa che nessuno si aspetta: toglie Totti e mette Nakata. È proprio Nakata a riaprirla, a undici minuti dalla fine, e da un suo tiro nasce il pareggio di Montella nel recupero. Due a due, vantaggio intatto, campionato nelle proprie mani. Una squadra che a Torino non si arrende è una squadra che sa dove vuole arrivare.
All'ultima giornata basta battere il Parma, e l'Olimpico è pronto. Totti apre, Montella raddoppia prima dell'intervallo, Batistuta cala il tris nella ripresa. Di Vaio accorcia all'82', e a quel punto lo stadio non si tiene più. Poi il fischio finale. Roma 75 punti, Juventus 73. Terzo scudetto della storia. Per Francesco Totti, il romano capitano della Roma, resterà l'unico della carriera, e per questo il più prezioso.
Domenica 24 giugno
La festa dura una settimana e arriva dove doveva arrivare. Il sindaco Walter Veltroni e Sensi scelgono il Circo Massimo, dove Antonello Venditti aveva già cantato per lo scudetto del 1983. Venditti ci torna domenica 24 giugno con una canzone nuova scritta per l'occasione, Che c'è, e da quella sera nasce anche un disco dal vivo, Circo Massimo 2001.
Quanti eravamo, nessuno lo saprà mai. Le stime partono da un milione e arrivano a due, e ogni cifra precisa va presa con un sorriso. Sabrina Ferilli aveva promesso uno spogliarello in caso di scudetto: sale sul palco, si mostra in costume e mantiene la parola come si può.
Oggi il Circo Massimo è un prato lungo con il Palatino da una parte, e chi ci passa davanti vede soltanto questo. Noi romanisti ci vediamo un'altra cosa. Ci vediamo il tridente di Capello, la rimonta di Torino, i tre gol al Parma, e una notte di giugno in cui un milione di romanisti, o forse due, guidati da Sensi e da Veltroni, hanno riempito il cuore della città per festeggiare la loro Roma campione d'Italia.
Fonti: Sky Sport · TuttoMercatoWeb · Goal · 90min · AS Roma · TuttoMercatoWeb, il ricordo di Zebina · Gli eroi del calcio · l'Unità, 22 giugno 2001 · Gentleman Ultra
